il Bello. il Brutto.
Permettersi di giudicare è una gran libertà che ognuno si prende ogni giorno.
E’ facile giudicare soggettivamente. Ma al di là della facilità con cui si può sputare un giudizio…è anche appagante. Appagante perché sminuendo, si ciba la nostra invidia (avida e sempre famelica). E’ veramente alla portata di tutti la diffamazione. Una lama tagliente che affetta una qualsiasi ipotetica azione o opera.
Chi trova il positivo in tutto è dunque una rarità? Se lo fosse, sarebbe una rarità apprezzabile? Perché trovare il bello in tutto? Dove sarebbe il senso?
Apprezzare il brutto. Apprezzare il brutto è un altro paio di maniche.
Il Brutto ha il suo fascino, dal momento che si trova all’opposto del Bello.
Ma è ciò che è situato tra il Bello e il Brutto che noi possiamo trovare ogni giorno, questi due assoluti si possono trovare solo a livello ipotetico o al massimo elevare il “tendente al Bello” all’assoluto del Bello, anche se non ci troverebbe propriamente davanti al Bello. Bello è il punto di riferimento. Molto difficile, se non impossibile, da raggiungere. MA. Ma se il nostro punto di riferimento diventasse il Brutto, quale sarebbe il risultato? Un disastro. Un disastro perché ogni tentativo risulterebbe tendente al Brutto, quindi una schifezza totale, ma non assoluta. Tuttavia se si riuscisse a concepire il Brutto, si raggiungerebbe il Bello?
E’ più producente tenere come punto di riferimento il Bello, quindi. Ma il Brutto affascina e il fatto che il cammino per il suo raggiungimento sia impervio e quasi impraticabile, contrariamente al suo opposto, lo rende ancora più desiderabile.
Discesa o salita?
Una scelta non giudicabile.