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Breve riflessione sulla Felicità
Brve
Berve riflessione sulla Felaicità.
La felicità. Una sensazione il più delle volte passeggera. Come mai?
Bella domanda. Grazie. Prego. N
La felicità, la si può trovare sia nell’attimo, che in una costante condizione. Ma ci si chiedeva…come mai, quasi per definizione, lafeli_
cità non è destinata a durare? Perché altrimenti diverrebbe uno stato di normalità e dunque non sarebbe più Felicità;
detto questo si piò desumere che siamo sempre in uno stato di felicità, più o meno rinnovata e quindi più o monoevidente.
La corretta domanda sarebbe allora“…”, no. Mi si voglia scusare ma ho cambiato idea. Non sono più d’accordo con me stesso. Che antipatico che sono. Succede spesso di cambiare idea mentre la si concepisce e quindi sarebbe opportuno rifeltterci sopra un po’, prima di cominciare a scri_
vere sciocchezze tanto per il gusto di.
Ma io scrivo sciocchezze tanto per il gusto di, quindi, perché me ne curo?
Era dunque perfetto il discorso poc’anzi formulato,
Visto che non c’è stata conclusione voilà, una bella conclusione che fa proprio per me: è bello essere felici, siamo sempre felici, quindi è bello essere.
Essere o non essere? Sono io per caso un esistenzialista per poter riflettere su questo argomento? E’ forse dj Francesco un cantante? … Canta canzoni pur non essendo un cantante? …
Lui
Dunque io posso fare delle riflessioni dull’essere o non essere delle cose. A questo punto ci starebbe un ringraziamento a dj Francesco perché grazie alla sua esistenza io posso scrivere altre cazzate.
Dj Francesco: un generatore di cazzate.
Io… un generatore di cazz- ma non sono paragonabile a dj francesco.
Non mi voglio così male.
Prima é stato detto che essere è bello. Non è sempre vero.
Anzi sì, però si cade in una inevitabile relatività…il solito, e alquanto irritante, “non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”…frase che sinceramente reputo sul disgustoso andante.
Essere è la conditio sine qua non dell’esistenza, quindi qualcosa che non è non può essere definita. (mi sento un po’ Parmenide)
Dunque non si può parlare del non essere,bisogna attenersi all’essere.
Consclusione: d’ora in poi si parlerà solo di ciò che è, un esempio, non posso parlare di gay, perché essi non sono unomini, né done…chiccazzoson---
????…ok, meglio lasciare stare questi argomenti, perché potrebbero non essere , an convenienti, anzi, essere non convenienti.
Sto entrando in un tunnel senza fine. La vita dell’esistenzialista non è semplice. NO! Ripeto, correttamente. La vita dell’esistenzialista è non semplice. Bast. Lasciamo stare.
SEI
CONSIDERAZIONI
30/09/04 ordine/disordine
TRucioli di gomma da cancellare, mat ite senza punta, temperamatite con doppia faccia (da pesce), caRTe, cd, foto, un cacciavite a stella, quaderni, un telefono di casa e una forbice.
Questo e molto altro popola la mia scrivania.
Ordine.
L’ordine: disposizione funzionale e conveniente che si realizza spec. come distribuzione, successione, sistemazione, assetto.
Mi si ordina spesso di riordinare la mia stanza.
Bastano solamente due ordini per riordinare di ordinare.
La mia stanza è spesso riordinata, dunque.
La successione logica degli argomenti ordina la disposizione
La successioine degli argomenti ordina sul foglio
La mancanza di successione logica nel all’interno del discorso porta ad un disordinementale.
E’ curioso riflettere sul fatto che una successione di associazioni libere possa portare, ad esempio, dalla parola “ombrello” fino ad un paio di jeans.
Un improvviso cambio del soggetto trattato non può essere colto da ogni individuo come logico.
Nient_te. Nella mia mente regna il caos più assoluto.
Tornaiamo alla definizione di ordine dunque.
Anzi, analizziamo ora il disordine.
Il disordine: spiacevole modo di presentarsi o di condursi, provocato dall’assenza o dalla perdita dell’appropriato e funzionale criterio di collocamento, distribuzione, disposizione.
Ora, comparando le due definizioni si può notare come, anche queste due definizioni siano soggettive: dal momento che il modo di presentarsi o di condursi dev’essere spiacevole per essere classificato “disordinato”, essendo il piacere soggettivo, il disordine può sembrare ordine.
Come questa frase poteva sembrare decente , invece categoricamente, non lo è.
Senza tanti giri di parole: la mia stanza va bene così com’è.
MI PIace.
A che ro scrivere totali “inutilità” per poi cancellare o disprezz_
arle? E’ analogo allo scrivere ciò chein verità non si pensa, per poi negarlo, perché capita che, presi dalla foga della scrittura, si scriva quel che “ci sta bene” con il discorso. Che però non funziona con le proprie convinzioni.
Volentieri cancellerei l’80% di quel che ho scritto. Ma ci sta bene e di cancellature ne ho già fatte abbastanza.
Pensierino della sera:
i malati di mente sono dei potenziali scrittori di talento.
Ho potenzialità.
Moltepotenzialità.
IV
Il tempo.
Banale, sì, però è pur vero che quando si desidera che il tempo scorra in un dato modo, esso fa sempre esattamente il contrario. Grazie.
Lo stesso Non è con il tempo metereologico, che fa sempre quel che vuole, indipendentemente da quel che si desidera. Grazie anche a lui.
Ora, dopo i dovuti ringraziamenti, si può tornare all’argomento principale, che sarebbe dovuto essere il Tempo.
La frase “non ho tempo per fare ciò” implica il fatto che, pur avendo tempo, non ne si ha abbastanza per compiere l’azione “ciò”.
Allora sarebbe più corretto esprimersi con la seguente formula: 3
“mi si impone, o mi impongo, di non dedicare tempo a tale ciò“.
Questo discorso non aveva senso, ma ho voluto dedicare il mio tempo a qualcosa che non lo meritava, per il semplice gusti di fare cose inutili.
Le cose inutili che si fanno durante il corso di una giornata:
molte.
Inutile, la mattina, è stare troppo a letto. Molta gente lo fa.
Il perché lo si può trovare nel fatto che spesso le cose inutili sono quelle che appagano. Un’altra cosa inutile è… è inutile dirlo perché essendo questo discorso utile, non è appagante. Falso. Fine.
Appagante.
Parlando di cibi, spesso i migliori* sono anche quelli che sono meno sani, nutrienti, salutari. Nonostante ciò, proliferano i Mc Donald’s.
Fast Food.
Finito.
*leggasi i migliori nell’appagare, non in assoluto.
3
Pagina numero due
Pagina numero due.
Farsi labarba contropelo a volte è controproducente.
Non amo le irritazioni.
Però è bella lapelle liscia.
Ci vuole fortuna.
CHi ha mai detto che a far nulla non ci si stanca?
E chi altri che dormire riposa?
Qualcuno ha mai detto qualcosa che è poi stata smentita? Certo.
Questo può porrt portarmi alla deduzione che si può dire che quel che si vuole ma qualcuno, prima o poi, ci smentirà.
GIUSTO?
La cosa divertente è cheil più delle volte siamo noi stesi a smentirci rimangiandoci quel cheè stato detto o nel momento del cambio d’opinione.
Io sono incoerente. Nonn me ne vanto. Non mi dispiace.
L’incoerenza.
Essere incoerenti vuol dire essere coerenti nell’incoerenza.
Io dunque sono coerente.
Falsità.
C’è chi dice che comportarsi in modo differente a seconda della persona con la quale ci si trova, e magari durante quast’incontro parlare male d’altri, con i quali ci si comporta bene al loro cospetto, significhi essere FALSI.
Io non la penso così. Si torna alla conclusione dell’incoerenza/coerenza. Se unpersona è fatta così, è cosi, punto e basta, senza coinvolgere falsità di alcun genere.
Queste conclusioni fanno male alla schiena. O è questa posizione?
E’ la causa o la ragione che provoca il mal di schiena?
SE io non stessi scrivendo a macchina non avrei mal di schiena.
Se io non fossi in questa posizione, dovuta alla scrittura, non avrei mal di schiena. Dunque scrivere a macchina fa mal di schiena e non la posizione cheho assunto.
SCRIVERE A MACCHINA: OTTIMA SOLUZIONE PER CHI NON HA PROBLEMI DI SCHIENA.